Le attività sensoriali e creative a Milano

Lasciamo la via Emilia ma rimaniamo nella Pianura Padana, in direzione nord-ovest, per raggiungere la terza città di Sensoltre Sei Tu: Milano. Circondata dal fiume Po e dai rilievi prealpini, la capitale lombarda svela con garbo le sue bellezze architettoniche più nascoste e si rivela a tutti come un luogo vivace e in continuo divenire per l’economia, la cultura e la moda.

Come per le altre tappe cittadine, anche qui le attività seguono due fasi: quella formativa e creativa a scuola, in vista della futura mostra con il lavoro realizzato. A metà settimana siamo pronti per iniziare il racconto di Informatici Senza Frontiere e di Sensoltre, con tutti gli strumenti creativi a portata di mano. Con piacere, trattandosi di un progetto artistico, scopriamo una scuola aperta all’arte: ogni piano presenta aule alternate a laboratori e aree ricreative decorate con colori vivaci. Numerose riproduzioni di quadri di arte contemporanea sono disposte lungo i corridoi insieme con immagini di musicisti e di spartiti musicali. La Maffucci, in zona Bovisa, è una scuola media a indirizzo artistico-musicale e per questo non sorprende sentire le note di un pianoforte risuonare durante le attività in classe.

Ingresso Scuola Media Maffucci – Milano

Con Pierlorenzo, coordinatore regionale di ISF Lombardia, raccontiamo i progetti di no digital divide in un’aria di stupore e curiosità generale. La classe  2H è numerosa e interculturale: cinesi, indiani, egiziani, bulgari. Per conoscere la nuova Italia, è sufficiente entrare in una di queste classi e ritrovare un vero e proprio melting pot! I Ragazzi sembrano ben integrati e desiderosi di mettersi in gioco con lealtà. L’aver lasciato il proprio paese da un paio d’anni o poco più, non nasconde dietro alcuni sorrisi, quel sottile velo di malinconia. – Sai – mi dice una ragazza egiziana, avvicinandosi alla stampante 3d in funzione, – Sono arrivata qui esattamente il 10 maggio di 3 anni fa e non posso dimenticare il viso triste di mia nonna quando ci siamo salutate. Per sentirla vicino, ogni sera, prima di andare a letto, prendo il suo foulard e lo annuso. Ricordo il suo profumo e quello della mia città. Però qui sto bene, non mi lamento. – In quegli occhi scuri sorridenti leggo la forza e il coraggio di chi ha dovuto conquistare la libertà e se la tiene stretta, senza cancellare il proprio passato.

In piccoli gruppi di tre studenti per volta, alterniamo attività di creazione sul quadro tattile con Giovanni, alle fasi di costruzione di un tram milanese con la stampante 3d. Ognuno ritaglia parti, incolla, suggerisce elementi da inserire.

Le attività si completano il giorno seguente alla presenza di Rosanna, una ragazza non vedente, che sorprende tutti con i suoi racconti e le sue esperienze di vita, tra le quali, quella della danza al buio. – Come fai a ballare se non vedi il tuo partner? – Rosanna spiega le difficoltà incontrate e la voglia di non mollare mai che l’ha portata a diventare la persona grintosa che è oggi. I ragazzi si dimostrano attenti e eccitati all’idea di indossare una benda per gli esperimenti sensoriali al buio.

Ci auguriamo che attraverso il gioco quel fermento creativo sviluppato in queste giornate possa rappresentare, in ognuna di queste giovani menti, il seme del rispetto per l’inclusione da curare e far crescere rigoglioso nel tempo.

 

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