Un teatro e una feluca per la metropoli medievale

In ogni città coinvolta nel progetto Sensoltre Sei Tu accanto alle attività formative e laboratoriali, dedicate al tema dell’inclusione, si realizza una vera e propria installazione.

Le fasi artistiche, che precedono la mostra finale, sono le seguenti:

  • creazione di un quadro tattile (realizzazione di componenti in legno da assemblare per la base di lavoro; creazione e inserimento di parti simbolo della città di diverso materiale e consistenza)
  • produzione di una traccia audio (ideazione di una musica e di un testo, successivamente registrati e mixati con software dedicato)
  • inserimento della traccia nel database informatico e nella applicazione di Sensoltre

Si comprende come, in questo caso specifico, con il termine artistico intendiamo un complesso di attività che coinvolgono più persone nei rispettivi settori formativi: quello artistico, nel senso artigianale del termine, quello creativo ispirato dalla conoscenza del territorio dal punto di vista dello studente di 12 anni, quello della scrittura creativa e musicale, indispensabile a collegare il tatto all’udito. Infine è l’espediente tecnologico a mettere insieme i singoli pezzi, affinché si possa parlare di vera e propria installazione artistica.

L’idea del viaggio e della scoperta, sono sempre presenti nelle installazioni realizzate, perché favoriscono la curiosità e lo sviluppo della conoscenza attraverso l’esplorazione tattile, a prescindere dall’età.

Il lavoro artistico ideato per Bologna racconta una città tra passato e presente, in un viaggio nei secoli. La città di Bologna è chiamata la dotta, perché qui nacque la prima università del mondo occidentale, la rossa, per il colore dei mattoni con cui sono costruiti i palazzi del centro storico Ma Bologna è anche la turrita, per le numerose torri che nel medioevo rendevano il suo panorama tanto inconsueto quanto spettacolare.

Panorama immaginario della Bologna turrita dell’XI secolo (Toni Pecoraro, 2012)

Dal Medioevo si passa, attraverso i portici e le verdi aree, al Rinascimento e al periodo Classico che vede il suo splendore in un edificio simbolo della città quale il Teatro Comunale, così chiamato in quanto, primo teatro d’opera ad essere ricostruito nel’700, dopo un terribile incendio, con fondi pubblici. Luogo di prime internazionali come il Lohengrin di Wagner e alcune opere di Rossini e Bellini.

L’intreccio musicale del nuovo brano di Francesca Ferri, Una metropoli medievale, espone il viaggio itinerante senza tralasciare la goliardia, il tradizionale spirito che anima le comunità di studenti, soprattutto in ambito universitario, nel gusto per la trasgressione, la ricerca dell’ironia, il piacere della compagnia e dell’avventura.

Simbolo dell’animo goliardico è la feluca, unico cappello della tradizione Universitaria Italiana consacrata a fine ‘800 da Carducci proprio a Bologna per la prima festa delle Matricolari. Cappello che simboleggia proprio il percorso di studi, utilizzato pubblicamente come essenziale componente dell’abbigliamento goliardico.

Il visitatore ha il privilegio di viaggiare nel tempo attraverso la storia, l’arte, la musica e la letteratura. Per questo viaggio occorrono: una cuffia, una benda e uno smartphone con la app attiva e tanta voglia di lasciarsi guidare dal tatto, dall’udito e dalla personale attitudine all’immaginazione.

Pronti per questa nuova avventura?

Primo giorno di attività scolastiche a Bari

Bari, porta d’Oriente, città di San Nicola e crocevia di popoli e culture. É questa la prima località italiana a sperimentare il progetto formativo Sensoltre Sei Tu. Partiamo dal capoluogo pugliese, lo stesso che nel dicembre del 2013 ha ospitato la prima edizione della mostra tattile Sensoltre, da cui prende spunto questo ciclo di attività educative e culturali.

Dopo i primi incontri conoscitivi, che già avevano creato grandi aspettative nei nostri interlocutori, il tanto atteso inizio è finalmente arrivato. Oggi è lunedì 5 febbraio e, durante questa prima giornata, presento il progetto con Chiara De Felice, coordinatrice di Informatici Senza Frontiere Onlus per la Puglia e Giovanni Pedote, artista di Sensoltre.

Percorriamo il ponte Adriatico, avvolti dalla pioggia di una fredda giornata d’inverno. Passiamo davanti a una delle insenature cittadine, dove il mare blu scuro contrasta con un cielo bianco e cupo del mattino. Ritroviamo però il sole nella calorosa accoglienza che il personale e gli studenti ci riservano, al nostro arrivo. La scuola media fa parte dell’Istituto Comprensivo Eleonora Duse, nel quale si inseriscono corsi per: Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado. Prima di andare in classe, visitiamo gli spazi interni insieme al Preside. I corridoi sono molto luminosi e decorati con disegni e dipinti, per riproduzione o reinterpretazione, di artisti provenienti dall’Arte Moderna e Contemporanea: Edgar Degas, Henri Matisse, Gustav Klimt, Amedeo Modigliani e Pablo Picasso, per citarne alcuni. Il senso estetico e creativo, si evince anche dalla presenza di un teatro, di laboratori musicali e dalle particolari decorazioni realizzate in ogni classe. Nello specifico, accanto agli strumenti tecnologici, quali la lavagna elettronica e il proiettore, si notano alcuni dipinti ai muri: figure fantastiche, paesaggi naturali e citazioni di scrittori o artisti del Novecento. Probabilmente non è un caso che l’Istituto porti il nome di una delle protagoniste della scena teatrale moderna italiana: Eleonora Duse. Come sottolinea il Dirigente, ogni attività segue la partecipazione attiva dei vari interlocutori alla vita scolastica. Ogni spazio è accuratamente pensato e creato in collaborazione con gli studenti, i genitori, i docenti e il personale.

Saliamo al primo piano dove, alla fine di un lungo corridoio, c’è la classe 2ª A. Ad attenderci, sull’uscio della porta, troviamo la docente di Storia dell’Arte, Patrizia Romito, pronta per iniziare le attività con i ragazzi. Il Preside ci introduce alla docente e alla classe e, andando via, ci augura buon lavoro. I ragazzi ci salutano in coro e riprendono posto, ognuno al proprio banco. Sento già nell’aria una grande carica di adrenalina e leggo nei visi sorridenti di ognuno dei ragazzi la curiosità per quanto stiamo per iniziare insieme. Ci presentiamo accompagnando le parole ad alcune immagini e video. Chiara racconta ISF onlus. ‘Secondo voi, chi sono gli Informatici Senza Frontiere?’ Nessuno tra i ragazzi riesce a rispondere alla domanda, nonostante l’approccio amichevole impostato dalla coordinatrice. Mano a mano che il racconto va avanti e si parla dei progetti di alfabetizzazione, delle attività in Africa e di quanto si stia facendo nel vasto campo della disabilità per ridurre il divario tecnologico, cresce anche la partecipazione dei ragazzi. Uno di loro dice: ‘Ma quindi, gli informatici sono come dei medici che aiutano chi non sta bene?’ Un’altra ragazza, piuttosto vivace, si alza di scatto, esclamando: ‘ Anch’io voglio salvare il mondo. Voglio fare quello che fate voi!Qualcun altro ci chiede se deve proprio aspettare di compiere 16 anni prima di poter diventare un volontario. E così via, in un crescendo di entusiasmo. Entriamo quindi nel vivo della giornata, spiegando come nasce il progetto nazionale Sensoltre Sei Tu e, in concreto, cosa faremo durante i diversi incontri. Mostriamo un video che racconta la mostra Sensoltre, nelle diverse città dov’é stata portata in questi anni. Alcuni di loro restano a bocca aperta, vedendo i visitatori toccare da bendati i quadri. Altri sorridono. Nessuno di loro però ha mai provato un’esperienza sensoriale o visto un quadro tattile dal vivo. Da curatrice di Sensoltre, racconto alcuni incontri con visitatori vedenti e non vedenti, o con altre disabilità. L’uso dell’arte in campo sociale sembra mantenere la loro attenzione emotiva. Mettiamo in uso la stampante 3d per realizzare alcune medaglie con il logo di ISF: una mano aperta con una chiave, quella che apre il mondo al libero accesso tecnologico. I ragazzi sono incantati dal funzionamento della stampante e dal racconto di Sensoltre che vedrà anche una parte tecnologica con l’uso di uno smartphone e di un visore, indispensabili all’esplorazione.

Mentre le medaglie prendono forma, Giovanni mostra i singoli pezzi e il materiale che servirà agli studenti per realizzare un quadro tattile, come lavoro pratico e cuore del progetto. ‘Una pittoscultura’ dice Giovanni, ‘si forma con parti di legno, stoffa, pietra, colore e tanto altro ancora. Ognuno di voi comporrà una parte di quadro come fosse un puzzle. Lo farete insieme. Con la stampante, poi, creeremo la facciata della basilica di San Nicola, il simbolo della città che avete scelto con la prof.ssa di Arte, da inserire nel quadro completato’ Dal fondo della classe si sente una vocina ‘Anche noi possiamo fare gli artisti?’ Mentre Giovanni continua a mostrare il materiale, sorrido e intervengo: ‘Esatto! È proprio questo l’obiettivo del progetto. Tutti diventerete artisti, insieme. Sarete però degli artisti molto speciali, perché imparerete anche a sviluppare il tatto e l’udito e proverete alcune esperienze al buio che vi aiuteranno a creare con più sensibilità e attenzione’. Dopo queste prime istruzioni sulla realizzazione del quadro tattile, i ragazzi non stanno più nella pelle e vorrebbero iniziare subito a comporre il quadro. Questa prima mattinata insieme è passata in fretta ma si è già delineato l’entusiasmo indispensabile alle fasi di creazione collettiva.

di Emanuela Ferri, curatrice Sensoltre