In movimento variabile

Raccontare una città attraverso altri sensi, con l’esclusione della vista, è una vera e propria sfida per un vedente, perché bisogna sforzarsi di immaginare e percepire suoni, sapori, spazi e consistenze che guidano la quotidianità di chi non vede. Molte volte crediamo di conoscere bene la nostra città, perché percorriamo quelle strade centinaia di volte e di sicuro sappiamo cosa incontreremo, strada facendo. Ma se  provassimo a farci guidare bendati da qualcuno, per un certo percorso, una volta ritornati, a nostra insaputa, da dove siamo partiti, riusciremmo a riconoscere con gli altri sensi le strade e gli edifici intorno?

Probabilmente no. Allora ci renderemmo conto di quanta importanza riveste per noi un senso che diamo per scontato e di quanto difficile potrebbe essere compiere piccoli gesti come: attraversare la strada, camminare senza urtare o inciampare, evitare la folla, etc.

Il quadro allora esprime, attraverso il gioco, un bisogno più profondo: imparare o re-imparare a usare gli altri sensi per conoscere più attentamente i dettagli di persone e spazi che sono intorno a noi. Oltre a sensibilizzare i vedenti, che diventano per qualche minuto ‘non vedenti’, sui bisogni e le difficoltà di chi deve fare a meno di un senso, vogliamo invitare tutti a impiegare meglio i diversi sensi.

Così, il parco più famoso della città è riconosciuto anche attraverso le suggestioni immaginate della persona che passeggia e riconosce un faggio o un albero di magnolia, al soffice tatto. È anche interessante scoprire i diversi volti della città tramite alcuni dettagli come la rapidità di un tram in movimento oppure i cortili nascosti ricchi di verdeggianti decorazioni che mostrano una Milano più calma, suadente e che desidera rivelarsi con il garbo di uno stile liberty. Milano è anche espressione della vivacità culturale attraverso alcuni musei che incontriamo sul percorso e che, pian piano ci portano a conoscere il simbolo della città scelto dalla scuola partecipante al progetto: il Duomo di Milano. 

Sapevi che per costruire il duomo di Milano ci sono voluti più di cinquecento anni?Cinquecento anni in cui si sono succeduti artisti, architetti, progetti ed idee. I lavori del duomo di Milano furono terminati sono nel XIX secolo, quando per volere di Napoleone, furono completate la facciata e le guglie.

‘In movimento variabile’ di Francesca Ferri esprime in musica le alternanze ritmiche della città in costante movimento con gli interventi dei fiati e delle percussioni, in contrasto ai momenti di quiete ricreati con il vibrafono nonché di misticismo dato dal suono delle campane e dell’organo.

Ogni suggestione sonora accompagna i dettagli appena scoperti sotto le dita, in un viaggio inedito per le strade della città dove, dalla Veneranda fabbrica del Duomo al nuovo skyline, ogni cosa è in movimento variabile.

Un teatro e una feluca per la metropoli medievale

In ogni città coinvolta nel progetto Sensoltre Sei Tu accanto alle attività formative e laboratoriali, dedicate al tema dell’inclusione, si realizza una vera e propria installazione.

Le fasi artistiche, che precedono la mostra finale, sono le seguenti:

  • creazione di un quadro tattile (realizzazione di componenti in legno da assemblare per la base di lavoro; creazione e inserimento di parti simbolo della città di diverso materiale e consistenza)
  • produzione di una traccia audio (ideazione di una musica e di un testo, successivamente registrati e mixati con software dedicato)
  • inserimento della traccia nel database informatico e nella applicazione di Sensoltre

Si comprende come, in questo caso specifico, con il termine artistico intendiamo un complesso di attività che coinvolgono più persone nei rispettivi settori formativi: quello artistico, nel senso artigianale del termine, quello creativo ispirato dalla conoscenza del territorio dal punto di vista dello studente di 12 anni, quello della scrittura creativa e musicale, indispensabile a collegare il tatto all’udito. Infine è l’espediente tecnologico a mettere insieme i singoli pezzi, affinché si possa parlare di vera e propria installazione artistica.

L’idea del viaggio e della scoperta, sono sempre presenti nelle installazioni realizzate, perché favoriscono la curiosità e lo sviluppo della conoscenza attraverso l’esplorazione tattile, a prescindere dall’età.

Il lavoro artistico ideato per Bologna racconta una città tra passato e presente, in un viaggio nei secoli. La città di Bologna è chiamata la dotta, perché qui nacque la prima università del mondo occidentale, la rossa, per il colore dei mattoni con cui sono costruiti i palazzi del centro storico Ma Bologna è anche la turrita, per le numerose torri che nel medioevo rendevano il suo panorama tanto inconsueto quanto spettacolare.

Panorama immaginario della Bologna turrita dell’XI secolo (Toni Pecoraro, 2012)

Dal Medioevo si passa, attraverso i portici e le verdi aree, al Rinascimento e al periodo Classico che vede il suo splendore in un edificio simbolo della città quale il Teatro Comunale, così chiamato in quanto, primo teatro d’opera ad essere ricostruito nel’700, dopo un terribile incendio, con fondi pubblici. Luogo di prime internazionali come il Lohengrin di Wagner e alcune opere di Rossini e Bellini.

L’intreccio musicale del nuovo brano di Francesca Ferri, Una metropoli medievale, espone il viaggio itinerante senza tralasciare la goliardia, il tradizionale spirito che anima le comunità di studenti, soprattutto in ambito universitario, nel gusto per la trasgressione, la ricerca dell’ironia, il piacere della compagnia e dell’avventura.

Simbolo dell’animo goliardico è la feluca, unico cappello della tradizione Universitaria Italiana consacrata a fine ‘800 da Carducci proprio a Bologna per la prima festa delle Matricolari. Cappello che simboleggia proprio il percorso di studi, utilizzato pubblicamente come essenziale componente dell’abbigliamento goliardico.

Il visitatore ha il privilegio di viaggiare nel tempo attraverso la storia, l’arte, la musica e la letteratura. Per questo viaggio occorrono: una cuffia, una benda e uno smartphone con la app attiva e tanta voglia di lasciarsi guidare dal tatto, dall’udito e dalla personale attitudine all’immaginazione.

Pronti per questa nuova avventura?

Le attività formative a Bologna

Nei mesi di marzo e aprile Sensoltre Sei Tu fa tappa a Bologna. Percorriamo quindi la costa adriatica carichi di energia e con il bagaglio necessario alle attività di laboratorio. La primavera è alle porte, ma il tempo sembra allontanarla ancora per un pò, con una pioggia incessante. Anche in condizioni di mal tempo, la prima cosa che apprezzi nel capoluogo emiliano son proprio i portici. Non esiste altra città al mondo con lo stesso numero di portici. Una volta, con un amico bolognese, ho camminato per qualche km passando da un portico all’altro. Si rimane a bocca aperta per la bellezza architettonica e la ricchezza di dettaglio che ogni lungo corridoio preserva, di quei palazzi che si erigono al di sopra dello stesso. Ci si sente avvolti in un abbraccio lungo 40 km sotto queste meraviglie, oggi patrimonio dell’Unesco. Come non ricordare lo stupore di Stendhal nei suoi Voyages en Italie? 

Raggiungiamo la scuola media secondaria Salvo D’Acquisto nel quartiere Navile con Virgilio e incontriamo Franco, Simona e Maurizio, altri soci ISF dell’Emilia-Romagna. Un grande parco circonda la struttura scolastica con alcuni ponticelli e un lungo passaggio in legno ci porta all’ingresso.

Mi colpiscono le riproduzioni ai muri delle figure coloratissime, lineari e rapide di Keith Haring, un pò ovunque nella scuola. Sembra esserci un collegamento tra queste immagini e i principali fruitori della scuola: vivacità, senso di appartenenza, schiettezza, ingegno e profondità di sentimento, visibile quest’ultima soltanto al più attento osservatore.

 

Accompagnati dalla docente Carla, andiamo nella 2C. L’aula è molto grande e luminosa e i ragazzi sono disposti in gruppi di 5-6 banchi a cerchio. Studi pedagogici dimostrano che questa disposizione di banchi è più funzionale a catturare l’attenzione degli studenti e a favorire l’integrazione. La classe è molto varia in termini di comportamento tra studenti silenziosi e seriosi con altri molto vivaci che ci pongono tante domande di fila. -Ma voi informatici, siete anche hacker?- oppure -Su Play store posso scaricare l’app di Strillone?- E così, mentre Franco racconta le attività principali di ISF, Giovanni mostra i pezzi del quadro che realizzeranno, io racconto loro di Sensoltre e iniziamo a creare le prime medaglie 3d con la stampante.

Il giorno seguente abbiamo svolto i test sensoriali tattili e di ascolto in collaborazione con Fortuna, una socia dell’Istituto Cavazza di Bologna. Gli studenti, come anche a Bari, si rivelano molto curiosi e, al contempo, rispettosi dell’ospite. Ciononostante, nascono domande molto dirette e scomode sulla disabilità. Non so mai quale reazione possano suscitare tali domande nel diretto interessato.-Come fai a vivere senza colori?- Soltanto per citarne una. Durante la pausa caffè mi scuso con Fortuna per le domande imbarazzanti. Lei, però, mi sorprende dicendomi -Stai tranquilla. Sono ragazzi. Mi piace la loro curiosità e spontaneità. Sono domande naturali.- Capisco la semplicità dei ragazzi rileggendo i loro temi, che spesso menzionano la gioia di aver conosciuto una ragazza tanto gentile e felice come Fortuna. Qualcuno di loro dice – E’ la prima volta che parlo con una persona cieca. Lo ricorderò per tutta la vita.- 

Con questo stesso senso di autentica fanciullezza, ci prepariamo alla mostra dedicata alla città di Bologna.

 

Saper ascoltare, saper immaginare

Ci sono luoghi dove ci si reca per ascoltare musica e\o per assistere ad uno spettacolo musicale o, più in generale, a una performance. Pensiamo a un teatro, ad una sala da concerto. Ci troviamo in questi spazi con l’intenzione di ascoltare, per un determinato arco temporale, un certo programma musicale, o assistere a uno spettacolo.

C’è una volontà precisa di partecipazione che parte dal biglietto, acquistato o ricevuto in regalo, e si conclude con il momento trepidante del recarsi sul posto, in compagnia di chi condivide lo stesso interesse o ha il piacere di trascorrere un momento speciale con noi, o persino da soli, se spinti dalla passione o da motivi professionali.

Cosa succede invece quando l’ascolto musicale avviene in contesti diversi e, per certi versi, estranei ai luoghi “classici” deputati alla musica?

Non intendo la musica ascoltata in sottofondo nei centri commerciali, dal parrucchiere o in un qualsiasi bar. Negli ultimi anni è cresciuta nel marketing culturale, la consapevolezza di avvicinare il pubblico alla Musica e alle Arti in genere, con idee capaci di sorprendere. Sempre più frequenti sono le sperimentazioni di ascolti accompagnati da spettacoli di luci, immagini, video, con l’ausilio delle più moderne tecnologie. L’offerta di performance multisensoriali è in continuo sviluppo, grazie alla risposta positiva di un pubblico fatto non soltanto di esperti. Quello che musei, enti pubblici e privati, e singoli artisti, si aspettano di creare rispetto a queste manifestazioni, non è soltanto il ritorno economico fine a se stesso e limitato all’evento, ma sicuramente il desiderio di incuriosire e accrescere nel tempo l’attenzione e la sensibilità verso il proprio settore artistico.

Sensoltre è un esempio di utilizzo della musica inteso diversamente dal concerto musicale. Quando il visitatore vedente indossa la benda, perde i riferimenti spaziali e ha soltanto due strumenti come guida: il tatto e l’udito.

Nell’ascolto in cuffia, la musica svolge un’importante funzione guida. Senza la musica il racconto del quadro apparirebbe piatto e più difficile per l’ascoltatore. Pensiamo al potere evocativo del ritmo musicale che si lega alla parola e agevola uno stato di quiete interiore, migliorandone la scoperta tattile.

Sensoltre nasce con ascolti di autori da fine ‘800 e inizio ‘900 come Mahler, DebussyFaurèRavel,SaintSaëns, Busoni e altri. Il percorso si arricchisce con la partecipazione di compositori contemporanei che hanno donato la propria opera a Informatici Senza Frontiere: Roberto AndreoniNicola Cicerale.

Per Sensoltre Sei TuFrancesca Ferri, studentessa del Conservatorio Piccinni di Bari e compositrice, scrive i brani musicali ispirati dalle caratteristiche di ciascun quadro tattile che presenta elementi di richiamo alle tre città coinvolte.

Per la città di Bari, Francesca crea un brano con il nome Dal Mare, la cui tessitura musicale prende ispirazione dall’intreccio di culture, avvenuto nei secoli, e dall’unione rappresentata dalla Basilica di San Nicola.

L’ascolto musicale diventa un intimo incontro alla scoperta di una storia, che da questo momento ci appartiene.

Primo giorno di attività scolastiche a Bari

Bari, porta d’Oriente, città di San Nicola e crocevia di popoli e culture. É questa la prima località italiana a sperimentare il progetto formativo Sensoltre Sei Tu. Partiamo dal capoluogo pugliese, lo stesso che nel dicembre del 2013 ha ospitato la prima edizione della mostra tattile Sensoltre, da cui prende spunto questo ciclo di attività educative e culturali.

Dopo i primi incontri conoscitivi, che già avevano creato grandi aspettative nei nostri interlocutori, il tanto atteso inizio è finalmente arrivato. Oggi è lunedì 5 febbraio e, durante questa prima giornata, presento il progetto con Chiara De Felice, coordinatrice di Informatici Senza Frontiere Onlus per la Puglia e Giovanni Pedote, artista di Sensoltre.

Percorriamo il ponte Adriatico, avvolti dalla pioggia di una fredda giornata d’inverno. Passiamo davanti a una delle insenature cittadine, dove il mare blu scuro contrasta con un cielo bianco e cupo del mattino. Ritroviamo però il sole nella calorosa accoglienza che il personale e gli studenti ci riservano, al nostro arrivo. La scuola media fa parte dell’Istituto Comprensivo Eleonora Duse, nel quale si inseriscono corsi per: Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado. Prima di andare in classe, visitiamo gli spazi interni insieme al Preside. I corridoi sono molto luminosi e decorati con disegni e dipinti, per riproduzione o reinterpretazione, di artisti provenienti dall’Arte Moderna e Contemporanea: Edgar Degas, Henri Matisse, Gustav Klimt, Amedeo Modigliani e Pablo Picasso, per citarne alcuni. Il senso estetico e creativo, si evince anche dalla presenza di un teatro, di laboratori musicali e dalle particolari decorazioni realizzate in ogni classe. Nello specifico, accanto agli strumenti tecnologici, quali la lavagna elettronica e il proiettore, si notano alcuni dipinti ai muri: figure fantastiche, paesaggi naturali e citazioni di scrittori o artisti del Novecento. Probabilmente non è un caso che l’Istituto porti il nome di una delle protagoniste della scena teatrale moderna italiana: Eleonora Duse. Come sottolinea il Dirigente, ogni attività segue la partecipazione attiva dei vari interlocutori alla vita scolastica. Ogni spazio è accuratamente pensato e creato in collaborazione con gli studenti, i genitori, i docenti e il personale.

Saliamo al primo piano dove, alla fine di un lungo corridoio, c’è la classe 2ª A. Ad attenderci, sull’uscio della porta, troviamo la docente di Storia dell’Arte, Patrizia Romito, pronta per iniziare le attività con i ragazzi. Il Preside ci introduce alla docente e alla classe e, andando via, ci augura buon lavoro. I ragazzi ci salutano in coro e riprendono posto, ognuno al proprio banco. Sento già nell’aria una grande carica di adrenalina e leggo nei visi sorridenti di ognuno dei ragazzi la curiosità per quanto stiamo per iniziare insieme. Ci presentiamo accompagnando le parole ad alcune immagini e video. Chiara racconta ISF onlus. ‘Secondo voi, chi sono gli Informatici Senza Frontiere?’ Nessuno tra i ragazzi riesce a rispondere alla domanda, nonostante l’approccio amichevole impostato dalla coordinatrice. Mano a mano che il racconto va avanti e si parla dei progetti di alfabetizzazione, delle attività in Africa e di quanto si stia facendo nel vasto campo della disabilità per ridurre il divario tecnologico, cresce anche la partecipazione dei ragazzi. Uno di loro dice: ‘Ma quindi, gli informatici sono come dei medici che aiutano chi non sta bene?’ Un’altra ragazza, piuttosto vivace, si alza di scatto, esclamando: ‘ Anch’io voglio salvare il mondo. Voglio fare quello che fate voi!Qualcun altro ci chiede se deve proprio aspettare di compiere 16 anni prima di poter diventare un volontario. E così via, in un crescendo di entusiasmo. Entriamo quindi nel vivo della giornata, spiegando come nasce il progetto nazionale Sensoltre Sei Tu e, in concreto, cosa faremo durante i diversi incontri. Mostriamo un video che racconta la mostra Sensoltre, nelle diverse città dov’é stata portata in questi anni. Alcuni di loro restano a bocca aperta, vedendo i visitatori toccare da bendati i quadri. Altri sorridono. Nessuno di loro però ha mai provato un’esperienza sensoriale o visto un quadro tattile dal vivo. Da curatrice di Sensoltre, racconto alcuni incontri con visitatori vedenti e non vedenti, o con altre disabilità. L’uso dell’arte in campo sociale sembra mantenere la loro attenzione emotiva. Mettiamo in uso la stampante 3d per realizzare alcune medaglie con il logo di ISF: una mano aperta con una chiave, quella che apre il mondo al libero accesso tecnologico. I ragazzi sono incantati dal funzionamento della stampante e dal racconto di Sensoltre che vedrà anche una parte tecnologica con l’uso di uno smartphone e di un visore, indispensabili all’esplorazione.

Mentre le medaglie prendono forma, Giovanni mostra i singoli pezzi e il materiale che servirà agli studenti per realizzare un quadro tattile, come lavoro pratico e cuore del progetto. ‘Una pittoscultura’ dice Giovanni, ‘si forma con parti di legno, stoffa, pietra, colore e tanto altro ancora. Ognuno di voi comporrà una parte di quadro come fosse un puzzle. Lo farete insieme. Con la stampante, poi, creeremo la facciata della basilica di San Nicola, il simbolo della città che avete scelto con la prof.ssa di Arte, da inserire nel quadro completato’ Dal fondo della classe si sente una vocina ‘Anche noi possiamo fare gli artisti?’ Mentre Giovanni continua a mostrare il materiale, sorrido e intervengo: ‘Esatto! È proprio questo l’obiettivo del progetto. Tutti diventerete artisti, insieme. Sarete però degli artisti molto speciali, perché imparerete anche a sviluppare il tatto e l’udito e proverete alcune esperienze al buio che vi aiuteranno a creare con più sensibilità e attenzione’. Dopo queste prime istruzioni sulla realizzazione del quadro tattile, i ragazzi non stanno più nella pelle e vorrebbero iniziare subito a comporre il quadro. Questa prima mattinata insieme è passata in fretta ma si è già delineato l’entusiasmo indispensabile alle fasi di creazione collettiva.

di Emanuela Ferri, curatrice Sensoltre